Centro d’Eccellenza – DTC Lazio
COFINANZIAMENTO DI PROGETTI DI RICERCA E SVILUPPO E FORMAZIONE
PER IL PATRIMONIO CULTURALE E LE TECNOLOGIE PER LA CULTURA
Tra visibile e invisibile, le infrastrutture elettriche come i dispositivi alimentati elettricamente, capillarmente disseminati in spazi privati e pubblici delle metropoli contemporanee, rappresentano uno dei vettori maggiormente stabili nella generazione di marcate impronte sonore. Impianti luminosi, telecamere di sorveglianza, telefoni cellulari, sistemi wireless, bancomat, pubblicità al neon, trasformatori, sistemi di sicurezza elettronici, computer, antenne, sistemi di navigazione, cavi dei tram, registratori di cassa e via discorrendo, al di là e oltre il loro agire in termini di inquinamento acustico e ambientale, possono divenire plasticamente udibili traducendo musicalmente il misterioso suono della corrente elettrica che li abita.
E’ esattamente quanto, a partire dagli anni Novanta, sta facendo straordinariamente Christina Kubisch (1948), una delle più eminenti figure della sound art internazionale, al crocevia tra rigore scientifico, alta creatività e sapienza tecnologica, attraverso speciali cuffie progettate e realizzate: dispositivi d’ascolto a induzione elettromagnetica che consentono di registrare i suoni delle sue esplorazioni urbane. Come puntualmente illustrato da lei stessa: “Ogni corrente in un conduttore elettrico, ad esempio un filo o un cavo, genera un campo elettromagnetico. Queste correnti possono essere “musicali”, come i segnali che attraversano i cavi degli altoparlanti; oppure possono provenire da attività elettrica nelle infrastrutture di edifici o città.
La componente magnetica di questi campi viene rilevata dalle bobine del sensore nelle cuffie e, dopo l’amplificazione, questi segnali vengono resi udibili. Quindi, se c’è un campo elettromagnetico (ad esempio, un cavo sotterraneo) e un altro nelle vicinanze (le cuffie), i campi si captano a vicenda. Il suono salta nell’aria dall’uno all’altro”.
E grazie alle sue speciali cuffie Kubisch ha dato vita ad un prezioso lavoro di indagine e mappatura elettromagnetica di oltre 70 città nel mondo che, al contempo, ha configurato, in termini di grammatica e sintassi sonora, una vera e propria composizione musicale di tali città (https://electricalwalks.org/electrical-walks/). Composizioni che a partire dall’ultimo ventennio sono divenute esperienze pubbliche partecipate sotto la dizione di Electrical Walks, tracciando i campi elettromagnetici degli ambienti urbani sotto forma di passeggiate cittadine. Passeggiate nelle quali i partecipanti, con speciali cuffie wireless mediante cui le qualità acustiche dei campi elettromagnetici superficiali e sotterranei vengono amplificate e rese udibili, si muovono lungo tracciati ricavabili da mappe/spartiti ove sono segnalati possibili itinerari e i campi elettrici particolarmente degni d’interesse.
Da quanto premesso muove l’obiettivo del progetto Electrical Jubilee ovvero la realizzazione da parte dell’artista tedesca e del suo team di lavoro (Tom Thiel, Frank Paul) di alcune Electrical Walks (come esperienze che seguono la preventiva fase di indagine ed esplorazione concreta dei siti a partire dai giorni di novembre 2024) di alcune mirate aree urbane di Roma in stretta prossimità quindi all’indomani dell’apertura del Giubileo 2025 (24 dicembre 2024).
Le aree considerate rispondono alle quattro Basiliche papali: San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura, con le porte sante che verranno aperte dal Papa lungo l’anno giubilare, che si prevede farà crescere gli arrivi turistici nella capitale dai 13 milioni del 2023 ai 35 milioni e le presenze da 54 a 105 milioni. Proprio in ragione di questo tasso di crescita esponenziale originato dai pellegrini che giungeranno da molti paesi del mondo, l’interrogativo di ricerca (con conseguenze pregnanti nell’esperienza artistica e partecipativa che ne consegue) è legato, soprattutto ma non esclusivamente (stante la prevedibile altissima implementazione elettrica dei luoghi considerati), a come i dispositivi personali a conduzione elettrica (a partire dallo smart-phone) dei visitatori degli spazi religiosi in questione e delle aree limitrofe generino dinamiche impronte acustiche e modellino via via una peculiare “identità sonora del Giubileo 2025”. Una sorta di colonna sonora parallela alla visione di una Roma che sarà ridisegnata profondamente dai flussi dei pellegrini, offrendo ai partecipanti dell’esperienza delle Electrical Walks romane una singolare pratica di ascolto attivo, individualizzato, capace di evocare sensi e memorie, entro una modalità di turismo dolce, sostenibile. In un produttivo connubio tra investigazione ecologico-acustica e ambientale e forma estetico-sociale. E per coloro che non potranno fruire direttamente dell’esperienza fisica di un Electrical Walk è prevista la possibilità di esperire una Virtual Electrical Walk Rome, veicolata tramite il sito esistente all’indirizzo https://electricalwalks.org/sugli itinerari romani contemplati dal progetto che, mediante una mappa con punti evidenziati, immagini fotografiche esplorabili a 360 gradi e suoni associati agli spazi riprodotti ascoltabili in cuffia, costituisce un diverso ma non meno significativo modo di esplorazione e di esperienza del progetto artistico in questione poichè gli utenti possono, con un semplice link, visitare i luoghi individuati dal progetto e ascoltare e confrontare il mondo “reale-acustico“ e il mondo “segreto” e invisibile prodotto dalle onde elettromagnetiche.
A conclusione dell’esperienza progettuale è prevista una mostra (curata da Valentino Catricalà), da realizzarsi in una fase successiva presso un’istituzione artistica o museale di Roma, che riassuma il tenore e le molteplici articolazioni scientifiche e artistiche del progetto mediante fotografie, disegni, testi e una installazione sonora, congiuntamente all’erogazione di attività didattica (coordinata dal Laboratorio LAT Arte e Tecnologie, responsabile Carmelo Occhipinti) in relazione ai temi del progetto, nell’ambito del master MANT (Nuove tecnologie per la comunicazione, il cultural management e la didattica della storia dell’arte) e del corso magistrale in Storia dell’arte presso l’Università di Roma “Tor Vergata”.

Coordinatore scientifico del progetto: Giulio Latini (Università di Roma “Tor Vergata”)
Referente amministrativo del progetto: Marco Contini (Kappabit Srl)
Laboratorio del CDE-DTC Lazio coinvolto: Laboratorio LAT Arte e Tecnologie – Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell’arte dell’Università di Roma “Tor Vergata”
Referente del Laboratorio: Carmelo Occhipinti (Università di Roma “Tor Vergata”)
Partner: Deutsche Akademie Rom Villa Massimo
Curatore artistico: Valentino Catricalà (Soda Gallery, Manchester)
