Darkscape Experience: nuove prospettive sulla museologia

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È consultabile sulla rivista internazionale Heritage il primo articolo di divulgazione delle attività di ricerca finanziate dal progetto PRIN Darkscape Experience, coordinato dal prof. Carmelo Occhipinti e realizzato con la collaborazione dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e del Politecnico di Milano.

L’articolo esplora l’affascinante tema dei camerini rinascimentali, stanze private dedicate allo studio, presenti nei grandi palazzi signorili del XV e XVI secolo. Questi spazi, contenenti ricchezze e beni artistici di inestimabile valore, erano caratterizzati da un’illuminazione molto fioca e possono essere considerati precursori del museo moderno.

Partendo dall’analisi del Quarto Camerino di Villa d’Este a Tivoli, lo studio propone un metodo innovativo per la ricostruzione e la visualizzazione di questi ambienti, combinando tecnologie di rilievo digitale con avanzati strumenti di modellazione e visualizzazione 3D. L’obiettivo è generare un artefatto digitale che non solo rispetti le informazioni storiche disponibili, ma permetta anche un’analisi percettiva di queste suggestive stanze.

Questa pubblicazione rappresenta un importante contributo alla ricerca sulla storia della museologia e apre nuove prospettive per lo studio e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico attraverso strumenti digitali.

La versione integrale dell’articolo è disponibile qui.

Abstract

L’articolo, intitolato An integrated method for the reconstruction of private renaissance exhibition room (camerini) starting from Ippolito II d’Este’s cabinet of paintings at his Tiburtine Villa, presenta un nuovo oggetto di studio: i cosiddetti camerini, stanze private per lo studio e la riflessione presenti nei grandi palazzi signorili del XV e XVI secolo, che contenevano ricchezze e beni artistici di inestimabile valore. L’analisi dei camerini, veri e propri precursori del museo moderno, non è solo uno studio su uno specifico spazio, ma è anche estremamente rilevante perché permette di analizzare l’intera evoluzione della tipologia museale e delle sue caratteristiche, scoprendone le origini e rivedendone criticamente le caratteristiche attuali. Partendo dal caso di studio del Quarto Camerino di Villa d’Este a Tivoli,  questo articolo presenta un metodo e un flusso di lavoro finalizzati alla ricostruzione e alla visualizzazione, con elevata qualità visiva, dei camerini e delle loro caratteristiche. Le tecnologie di rilievo digitale sono state integrate con metodi avanzati che hanno permesso di riprodurre tutte le proprietà ottiche delle superfici, generando così un artefatto digitale pienamente coerente con le informazioni derivanti dalle fonti storiche.

 

 

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